Come apparire su Google Maps (e fare Local Marketing)

Gestisci un'attività locale e vuoi capire come promuoverla? Abbiamo parlato di Local Marketing e Local SEO con Luca Bove, co-fondatore della startup Local Strategy e Product Expert di Google My Business.
Come apparire su google maps
29 Gennaio 2021
Gestisci un'attività locale e vuoi capire come promuoverla? Abbiamo parlato di Local Marketing e Local SEO con Luca Bove, co-fondatore della startup Local Strategy e Product Expert di Google My Business.


✅ Se preferisci guardare la versione video dell'intervista, eccola:

Come apparire su Google Maps (e fare Local Marketing)

Gestisci un'attività locale e vuoi capire come promuoverla? Abbiamo parlato di Local Marketing e Local SEO con Luca Bove

Come apparire su Google Maps

Marta: Voglio partire col chiederti come un'attività local, un ristorante, un negozio può fare per apparire su Google Maps.

Luca: Questa è la domanda che si pongono tutti, in tanti purtroppo non hanno ancora capito l'essenza e anche il beneficio di apparire su Google Maps, tant'è che da studi un po’ approssimativi si pensa che più della metà delle schede siano ancora non verificate sia in Italia sia nel resto del mondo.
Il primo aspetto da considerare intanto è verificare la scheda, prenderne "possesso", anche se poi il possesso è relativo nel senso che non sei su una proprietà tua come può essere la tua lista di mail o numeri di telefono autorizzati all'invio di comunicazione SMS.
Quando andiamo su Google Maps, siamo di fatto ospitato in una piattaforma, in cui ci sono delle linee guida, delle regole precise da seguire e dietro ci sono anche degli algoritmi estremamente complessi che girano.

Per verificare la scheda dobbiamo:

  • dire di essere i proprietari
  • completarla con tutti i campi a disposizione (oltre al nome e alle categorie, Google ha introdotto una miriade di attributi e campi extra che consiglio di compilare)
  • collegare il nostro sito oppure usare il sito gratuito che mi offre Google My Business

Sito web gratuito su Google My Business

Luca: Da un paio d'anni Google ha introdotto anche la possibilità di avere un mini sito web direttamente su Google My Business, puntando proprio a quelle micro attività che non avevano siti web.
Nel 2014 - 2015 facemmo una ricerca insieme a Maurizio Ceravolo: abbiamo scaricato tutte le schede My Business (che all’epoca si chiamavano ancora Google Places), abbiamo fatto delle analisi statistiche ed è emerso che le schede con sito web erano intorno al 40%, mentre il 60% non aveva un sito web. Di questo 60%, circa il 10 % aveva il link ai profili Facebook - questo ovviamente a Google rodeva un po', quindi ha deciso di dare la possibilità agli utenti di creare un mini sito, in maniera tale che non avessero più bisogno di inserire link esterni.

Marta: Quindi il mini sito che ci offre Google My Business è gratuito? Come funziona?

Luca: Sì certo, è gratuito, ha un'unica pagina, compilato automaticamente perché noi abbiamo già inserito le nostre informazioni per la scheda Google My Business, chi siamo, indirizzo, numero di telefono, le foto, eventualmente i post, nel caso dei ristoranti anche i menù. Semplicemente Google li preleva e crea un sito web ottimizzato per il mobile, dove abbiamo un campo ulteriore libero in cui possiamo scrivere quello che vogliamo.
Quindi si tratta di un mini sito molto essenziale e poco modificabile, ma indicizzabile da Google. Piuttosto che niente per le micro attività può essere sicuramente un ottimo punto di partenza. Tra l'altro si possono acquistare anche dei domini sia da Google Domains, ma anche dall'esterno e collegarlo.

Local SEO

Marta: In che modo dopo aver creato la scheda di Google My Business possiamo farci trovare da chi ci cerca? Serve fare uno studio anche a livello di keyword (parole chiave)?

Luca: Questo è uno degli aspetti importanti da capire su cui focalizzarsi perché comunque il mondo di Google My Business fa parte della sfera della SEO, nello specifico quella che facciamo sulle attività locali è la Local Seo. Quindi effettivamente una parte della Local SEO coincide con la SEO classica: dobbiamo capire cosa cercano le persone e come ci cercano.

I motori di ricerca (come Google) vanno ad intercettare le domande esplicite delle persone. Quindi una persona cerca un qualcosa e la digita su Google, il motore di ricerca a sua volta prova a rispondere nel migliore dei modi. Per comparire tra i risultati, dobbiamo essere bravi a rispondere al meglio a questa domanda. Questa è l'essenza della SEO, che si applica anche ad un'attività locale.

Ci sono i classici strumenti della SEO con cui si fa lo studio delle keyword, come Google Keyword Planner, SEOZoom, SemRush, ma ci sono anche strumenti facili. Stiamo parlando di attività locali, che hanno sempre per natura un contatto di persona con i clienti quindi può essere interessante capire e chiedere direttamente come ci hanno cercati.
Ecco, tutto quello che emerge dal dialogo sono comunque informazioni preziose da riportare sul sito web e anche sulla scheda.
Ottenere visibilità su Google My Business è complesso.

Per proseguire il discorso di prima, dopo aver sistemato la scheda Google My Business ed averla compilata con tutti i dati possibili, l'avere un sito web ben strutturato - pensato sia per le persone che devono acquistare, sia per i motori di ricerca - aiuta anche la visibilità stessa sui motori di ricerca.
Quindi qui arriviamo ad un paradosso che fu ipotizzato da un collega danese che diceva che i siti web stanno per sparire perché verranno soppiantati dai walled garden di Facebook, Google etc. Però in realtà il sito web è l’unico spazio veramente tuo, in cui puoi comunicare senza dover sottostare a regole di terzi. Il sito diventa di fatto lo spazio con cui tu comunichi con Google, Facebook, Amazon e tutti gli altri in maniera ufficiale.
Sul sito web è importante scrivere tutto quello che facciamo, i nostri prodotti,servizi etc., perché poi si propaga anche sulla scheda Google My Business, perché il sito web e l'attività SEO classica, aiuta anche ad avere una buona visibilità su Google My Business.

Local Search: quanto incide la localizzazione dell’utente

Luca: Ovviamente poi per essere trovati dobbiamo anche ragionare in base all'area geografica in cui ci troviamo. Parlando di Local SEO, se ci troviamo fuori dalla zona dell'utente, non abbiamo speranza di comparire.

Mi è capitato un caso forse estremo di un commerciante che si trovava nell'area metropolitana di Milano (al di fuori del comune) e che si spostò nella periferia di Milano - all'interno del comune. Questo cambio gli ha prodotto un aumento di ricerche notevole perchè Google lo vedeva come Milano e non più come hinterland di Milano.

Google riesce comunque a capire dove siamo e cerca di darci le informazioni di attività che sono nei paraggi. Però la posizione ancora conta: se siamo lontani da chi cerca, è difficile apparire.
É anche vero che con la Local SEO, lavorando molto bene, possiamo allargare la nostra area per farci trovare da una fascia più ampia di pubblico. Oltre ad essere trovati con un maggior numero di parole chiave riusciamo a farci trovare un pochino più lontano.

E-commerce per le attività locali

Marta: Luca, una domanda. Ti faccio un esempio: ho un’amica che ha un negozio di abbigliamento e durante il lockdown ha creato un piccolo e-commerce con Shopify. In questo caso quindi il suo e-commerce apparirà nell'area attorno al suo negozio, sarà difficile comparire altrove?

Luca: In realtà qui hai introdotto un argomento interessante che sarà il futuro prossimo. In questa lotta tra titani che sono Google e Amazon nella fattispecie, Google sta perdendo un po' la lotta.
Google sta rispondendo con l’e-commerce locale, che è già attivo negli Stati Uniti ✅, ma in Italia non è stato ancora annunciato. Se si ha un e-commerce attivo si può apparire in Google Shopping con ricerche locali, dove l'obiettivo è “vieni in negozio a comprarlo o ritirarlo fuori dal negozio”. Google sta cercando di puntare in maniera forte su quello che è l'omnichannel, puntando a questa mitiade di attività locali che però si vogliono aprire all’ecommerce.

In Italia non è ancora ufficiale, ma è possibile attivarla collegando il Google Merchant del proprio inventario e collegarlo poi a Google My Business. Ecco, questa sarà una funzionalità che risponde all'esigenza di cui parlavi tu prima: piccolo negozio di abbigliamento che è conosciuto a livello locale, può cominicare tutti i prodotti che ha in magazzino localmente.
Questo è uno dei campi in cui Google sta cercando di rispondere ad Amazon, su un campo leggermente differente, puntando sulla parte Local.

Marta: Avevamo parlato proprio qualche mese fa con Luigi Sciolti di Google Shopping 😊 Mi piacerebbe sapere secondo te, nel caso di un e-commerce di un negozio locale, gli conviene quindi collegarsi anche a Google Merchant?

Luca: Sono due piani differenti. Cioè, fai l'e-commerce, punta sul Marketplace, punta dove vuoi, però sappi che hai anche la possibilità di promuoverti su base locale. Quindi non solo acquista online che te lo spedisco, ma vieni in negozio o a ritirare fuori dal negozio.
Non sono quindi due cose distinte, ma solamente due livelli che sono un'opportunità. Lo sforzo per fare entrambe le cose è veramente minimo, poi è chiaro che bisogna avere una presenza locale, il focus è sempre avere un luogo fisico dove si incontrano le persone.

I numeri di Google Maps

Luca: C'è poi sempre da dire che molte aziende sottostimano Google Maps e Google My Business, anche per mancanza di conoscenza o di focus. Per esempio Google Maps ha lo stesso numero di utenti di Instagram, sono dichiarati un miliardo al mese di utilizzatori, è tra le app più scaricate.
Solo che di Instagram se ne parla tantissimo, di Google Maps un po' meno, però l'utilità e il numero di utilizzatori è lo stesso! Google Maps sta anche cercando di copiare Instagram: per esempio, se andate a vedere le statistiche su Google My Business sono state inserite le statistiche sulle visualizzazioni di foto, spinge gli utenti a caricare foto sulla scheda e bisogna dire che il numero di visualizzazioni sono interessantissime. Quando si hanno attività che si prestano ad una comunicazione visuale, puntare sulle foto potrebbe avere più risultati di Instagram in termini di business.

Marta: Quindi se abbiamo una foto da caricare su Instagram, possiamo magari caricarla anche su Google My Business?

Luca: Sì, anche se poi bisogna riflettere sulle differenze lungo il funnel. Su Instagram vai a passare il tempo, su Google My Business ci vai in maniera precisa, per esempio “sto cercando un ristorante a Belluno“. Sei già in una fase avanzata, perché cerchi il posto dove acquistare qualcosa. Mentre su Instagram parti da molto lontano, su Google Maps sei molto vicino al punto d'acquisto. Quindi è importante usare foto e post più vicine alle chiusura dell'acquisto.

Google Maps e Google My Business: Q&A con Luca Bove





Grazie mille Luca per il tuo prezioso intervento e per il tuo tempo 😊
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Local Strategy
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