Facebook Marketing per attività locali e negozi

Come rendere Facebook una vera risorsa per piccole attività e negozi? Ecco le migliori strategie di Facebook Marketing con Veronica Gentili, Facebook Marketing Expert.
Facebook marketing
18 Giugno 2021
Come rendere Facebook una vera risorsa di business per le piccole attività locali e i negozi? In questa chiacchierata Veronica Gentili, Facebook Marketing Expert, ci spiega come creare contenuti di successo, in che modo acquisire clienti reali e come misurare i nostri investimenti.

Veronica è uno dei volti più conosciuti del Digital Marketing in Italia e conta migliaia di ore di formazione e milioni di euro gestiti e supervisionati per i suoi clienti in Facebook Ads. Tra i 50 esperti al mondo più influenti nell’Ad Tech, certificata come Facebook Certified Media Buying Professional. Autrice di 4 libri , docente e speaker.

Indice:
Gestione social nelle attività locali
Facebook Marketing: cosa pubblicare
Come creare un piano editoriale Facebook
Facebook Ads per attività locali
L’importanza di fare lead generation
Facebook marketing: campagne di conversione per attività locali
Interazione sì, ma non si vive di solo like
Facebook Marketing: KPI utili per le attività locali
Facebook Marketing: consigli per professionisti
Facebook Marketing: come monitorare il ROAS e ROI

✅ Se preferisci guardare la versione video, eccola:

Facebook Marketing per attività locali e negozi [come ottenere risultati]

Come rendere Facebook una vera risorsa di business per le piccole attività locali e i negozi?



Oppure se preferisci ascolta il podcast:



Gestione social nelle attività locali

Marta: Se ci occupiamo di gestire un'attività locale o un negozio, molte volte è difficile trovare il tempo per dedicarci a postare su Facebook, Instagram, alle sponsorizzazioni. Secondo te un imprenditore può gestirsi in autonomia i social o è meglio farsi affiancare?

Veronica: La cosa importante è capire se riusciamo ad internalizzare la gestione con collaboratori interni/noi stessi, oppure se è opportuno farsi affiancare da un professionista o da un'agenzia. Ovviamente va valutato di caso in caso.
Vi faccio un esempio: quando ho iniziato a lavorare, sono partita con piccolissime attività (bar, ristoranti, parrucchiere, davvero micro imprese), che preferivano investire in un professionista che gestisse i loro account e le campagne, perché o non avevano tempo o le competenze oppure una scarsa propensione ai social.
Ecco, in questi casi magari vale la pena pensare ad una struttura ibrida, facendosi affiancare per la parte delle campagne da un professionista o da un'agenzia.

Facebook Marketing: cosa pubblicare

Marta: Un'attività locale o un negozio, quali contenuti può pubblicare su Facebook e Instagram? Ci sono degli esempi che ci puoi portare?

Veronica: Da una serie di analisi che ho fatto nel corso degli anni, emerge che sia le piccole sia le grandi attività hanno molta più interazione - anche a livello di sentiment positivo - quando pubblicano foto con le persone dell'attività.
Quindi invece di mettere solo la foto del piatto, del nuovo prodotto o di usare foto rubate da Google, cerchiamo di usare scatti del nostro personale, dipendenti, collaboratori. Solo in questo modo riusciamo ad umanizzare la nostra azienda e ad avvicinare il pubblico alla nostra attività.

Un'altra cosa importante - che trovate spiegata nel dettaglio nel mio corso Facebook Marketing per attività locali - è capire bene come strutturare il post, nel senso che dobbiamo imparare trovare la nostra Unique Selling Proposition (UPS), quello che ci rende unici. Dobbiamo imparare a costruire la nostra voce, a capire come distinguerci dagli altri e creare un piano editoriale che ci differenzi da altre migliaia di attività tutte uguali a livello di comunicazione.

Concentriamoci nel creare dei contenuti che ci raccontino, ma allo stesso tempo coinvolgano. Uno dei primi errori che fa la piccola impresa è utilizzare la pagina Faceboook o Instagram solo come una vetrina, per comunicare l'ennesima promozione, l'ennesimo servizio o prodotto. In questo modo, difficilmente otterremo dei risultati. Mettiamo in primo piano le persone, come ho sottolineato prima.

esempio_facebook_marketing_attivita_locali

Marta: Andiamo con un esempio, se gestiamo un ristorante cosa potremmo postare? 🍝

Veronica: Potremmo pubblicare, oltre alle foto dei piatti, foto delle materie prime, dei dipendenti, dei fornitori. Per esempio, se una cosa che ci differenzia è che prendiamo le uova dal contadino a un chilometro dal nostro ristorante, è qualcosa che va ad incidere sulla genuinità del prodotto, sull'attenzione alla comunità locale, su una serie di valori che vanno poi ad influenzare le scelte d'acquisto.

Un trend che emerge sempre di più è il fatto che le persone, specialmente le nuove generazioni, acquistino da attività che ne rispecchiano i valori soprattutto in termini di sostenibilità, attenzione all'ambiente, inclusione sociale. Ci sono tutta una serie di aspetti che incidono molto su chi vi sceglie e che vanno raccontati attraverso la vostra attività di pubblicazione: non andremo a dire "noi sosteniamo la comunità perché ...", lo raccontiamo con i fatti, con le foto, con video.
Se il pescato è locale, se fate un'attività di riciclo specifica, queste sono le cose che vanno raccontate, oltre ovviamente a quello che fate e a come lo fate, che è quello che vi rende unici.

Come creare un piano editoriale Facebook

Marta: Parlando sempre di contenuto, credi sia importante avere un piano editoriale? Molte volte per mancanza di tempo o idee non viene creato... è uno sbaglio?

Veronica: Il punto è questo, io Veronica non ho il tempo per le cose che reputo poco urgenti o poco importanti, quando capiamo che curare la nostra immagine sui social incide nell'accompagnare l'utente all'acquisto, allora il tempo lo troviamo 😊 Soprattutto per le attività locali, i social sono importantissimi, lo dicono i dati Facebook: moltissimi sono gli utenti che vanno a guardare le pagine di attività local.

Noi non possiamo come imprenditori, non avere il tempo di essere dove l’87% degli utenti è presente. Oltre ad essere presenti, oggi conta tantissimo come siamo presenti. Non serve pubblicare un post al giorno, bastano 2 o 3 post a settimana, ma che siano mirati e la cosa bella dei social è che possiamo programmare tutto - anche direttamente da Facebook.

Una cosa che ho appurato negli anni è lo scoglio iniziale, quando si sta cercando di capire come funziona, che tasti andare a pigiare, capire anche gli strumenti.
Poi via via che arrivano i risultati, vedrete che diventa come respirare, soprattutto se avete un’attitudine verso i social. Certo è che se siete il tipo di persona a cui Facebook non piace assolutamente (ed è rispettabilissimo), visto che siamo imprenditori dobbiamo delegare qualcuno a fare questo tipo di attività.

Facebook Marketing: ogni quanto pubblicare

Marta: Quindi se parliamo di frequenza di pubblicazione, va bene 2 o 3 volte a settimana?

Veronica: Guarda, anche lavorando con grossi brand, ho visto che 2- 3 volte a settimana può essere una qualcosa di sostenibile e interessante per mantenere una relazione, poi è ovvio che dipende da cosa pubblichiamo.
La mia filosofia è less is more (pubblichiamo meno, ma di maggiore qualità) e ricordiamoci sempre che quando pubblichiamo qualcosa su Instagram o Facebook, non raggiungiamo tutti i nostri follower.
Su Instagram la portata organica (non a pagamento) è mediamente più alta rispetto a Facebook, in cui se avete 10.000 fan, in organico ne raggiungete in media il 5,3%. Per cui dobbiamo anche pensare ad un budget da investire costantemente in Facebook Ads, se vogliamo poi portare le persone a considerarci e ad acquistare da noi.

Facebook Ads per attività locali

Marta: Secondo te Veronica è opportuno investire del budget in Facebook Ads anche per le attività locali? Con quali obiettivi?

Veronica: Un'attività locale a mio avviso dovrebbe sempre prevedere un budget per i social anche perché appunto viceversa è difficile costruirsi una community. Soprattutto nel primo periodo, se non siamo un brand conosciuto, è fondamentale dare visibilità ai contenuti e accompagnare il cliente all'acquisto.
🔴 Un errore miope che viene fatto spesso è che raramente le persone acquistano da noi la prima volta che ci vedono. Le statistiche dicono che i vari touch point, cioè i punti di contatto per arrivare all'acquisto, generalmente sono più di uno. Anzi, il nuovo cliente tipo del 2021 ha bisogno di molti più punti di contatto rispetto a quello di venti anni fa.

É chiaro che se vendo un gelato da 2,50€ il lavoro può essere immediato: ti vedo, do uno sguardo alle recensioni e vengo ad acquistare. Ma se vendo prodotti o servizi con un prezzo più alto, non d'acquisto d'impulso, poco conosciuti, devo andare a crearmi il mio percorso di acquisto e investire su varie tipologie di campagne. obiettivi_facebook_ads Per esempio:

  • una campagna video o immagini per farmi conoscere
  • un'altra campagna per acquisire traffico qualificato sul sito web o blog
  • oppure per portare alla considerazione (cosa faccio, come vendo etc.)
  • poi posso creare delle campagne che portano alla conversione, che può essere l'acquisizione contatto

Possiamo per esempio usare i pubblici personalizzati per andare a ripescare chi è già venuto in contatto con la mia attività: su Facebook, su Instagram, sul sito web, caricando il database clienti. Questi pubblici possono essere usati per condurre alle vendite, o come dicevo all'acquisizione del contatto. facebook_marketing_pubblico_personalizzato

L’importanza di fare lead generation

Veronica: Un errore che molte attività locali fanno è quello di NON fare campagne di acquisizione contatto o lead generation, perché quello che conta è costruirsi un proprio database contatti da poter raggiungere con SMS e email, che ci aiutano a condurre all'acquisto e fidelizzazione.

Ci sono tantissime attività che dicono "io mi segno il nome dei clienti e poi li contatto", ma nel 2021 non possiamo più lavorare in questo modo. É fondamentale fare delle campagne di conversione per portare alla landing page o nel nostro sito le persone, per raccogliere il loro contatto con gli strumenti di lead generation e trasformarle in clienti.

Io stessa ho gestito diverse campagne per piccole attività, ristoranti, professionisti, in cui l'obiettivo era acquisire il contatto per trasformarlo in cliente. Anche i coupon sono uno strumento perfetto, dando un piccolo sconto in cambio del contatto. Ci sono davvero tantissime possibilità.

Marta: SMS, email e lead generation sono tutte attività che si possono fare con la piattaforma Smshosting. Accompagnare il cliente attraverso il funnel, con l'invio di newsletter, SMS, foto di prodotti, raccontare i dietro le quinte, offerte dedicate, insomma sono tutte attività secondo me utili per fare il "drive to store" (anche se non si ha un e-commerce).

> Iscriviti e prova gratis per 30 giorni tutte la piattaforma Smshosting. Senza carta, senza rinnovo.

Veronica: Assolutamente sì! L'errore che viene fatto da tanti è non ho l’ecommerce quindi la newsletter non mi serve oppure non ho l'ecommerce quindi il sito non mi serve. É un errore stratosferico perché il tuo potenziale cliente 9 volte su 10 ti cercherà online prima di venire nel tuo ristorante, nel tuo negozio, nel tuo centro estetico, nel tuo bar. Se non trova delle informazioni, questo ti preclude ogni mese decine di migliaia di opportunità di business.

❌ Non pensiamo che se non vendiamo online tutto quello che riguarda il digital non serve, perché non è assolutamente così: il tuo cliente usa il digital come fa il 99% delle persone.

Facebook marketing: campagne di conversione per attività locali

Marta: Davide ci chiede se per attività come un bar o una pizzeria si possono fare campagne di conversione. facebook_marketing_campagne_di_conversione

Veronica: Assolutamente sì! Una cosa che ho testato e funziona molto bene è la strategia: scarica un coupon e presentalo alla cassa per avere un drink gratis o il dolce in omaggio.
Questa è un'idea che puoi realizzare in modo molto semplice anche con Smshosting, crei la landing page e un coupon digitale e il gioco è fatto..

Altro tipo di campagna di acquisizione contatti può essere rimandare al sito web in cui con un form raccogli nominativi, email e numero di telefono dei clienti. In questo modo ti raccogli una serie di iscritti alla tua newsletter, che poi potrai usare anche per gli SMS e promozioni.
Quando entrano nel locale per esempio 10 persone, potrebbero riacquistare da te altre 20, 30, 40 volte, e se non raccogli il loro contatto le perdi per strada!
Potresti pensare di fare delle campagne sul raggio chilometrico, se sei in una zona turistica andare a prendere chi si trova nell'arco di 1 o 2 km dalla tua pizzeria. facebook_marketing_campagne_local Vedete che poi si possono trovare diverse modalità di campagne orientate al business. Poi è chiaro, non si possono fare solo quelle.
Per esempio, per un negozio appena aperto la campagna iniziare è stata per reach (copertura) mostrando un video, con l'obiettivo di raggiungere quante più persone possibili in quella zona e creare consapevolezza (esistiamo, siamo aperti e offriamo questo).
Il secondo step è stato ripescare chi ha guardato il video e proporre un "ecco il coupon vieni in negozio a provarlo".

Ovviamente tutto va valutato anche in termini di maturità del brand: se sei appena aperto ovviamente devi fare un investimento maggiore perché ti devi far conoscere, se sei un'attività già molto conosciuta, probabilmente non ti interessa questo obiettivo.

Interazione sì, ma non si vive di solo like

Marta: Secondo te qual è un buon compromesso di distribuzione del budget tra campagne per interazione e campagne per conversione?

Veronica: Nella maggior parte dei miei piani di advertising, sia per piccole che grandi aziende, c'è sempre una parte legata all'engagement, al mantenimento della community, però è all'incirca il 30%. Il restante 30% è retargeting, su chi ha visitato il sito o su pubblici personalizzati per fare drive to store, l'altro 30% per fare acquisizione contatti e poi magari un'altra percentuale per far conoscere un nuovo prodotto.

Il punto è valutare anche lo stadio di maturità di un'attività commerciale, se non mi conosce nessuno non posso pensare di partire subito con le vendite, a meno che non venda qualcosa di impulso totale e immediato: devo primo farmi conoscere e poi accompagnare all'acquisto.

Facebook Marketing: KPI utili per le attività locali

Veronica: Cosa è importante monitorare quindi per un'attività locale? Sicuramente a fine mese andrò a monitorare:

  • i follower a livello qualitativo, quindi quanto collimano con il mio potenziale cliente. Se ho un ristorante in un piccolo paesino poco turistico e la maggior parte dei miei fan sono persone che stanno a 5.000 chilometri di distanza ho un grosso problema
  • le interazioni a livello di sentiment, perchè la reputazione è fondamentale specialmente per le piccole attività. Diventa importantissimo gestire la parte reputazionale, se ho delle cattive recensioni, commenti con un sentiment negativo, sarà poi difficile fare campagne di acquisizione contatti (soprattutto se ho un ristorante o una struttura ricettiva)
  • le richieste di informazioni, fondamentali perchè il livello di interesse
  • le prenotazioni, i clic su chiama ora, i clic le indicazioni stradali, anche tutte queste informazioni sono importanti

Facebook Marketing: consigli per professionisti

Marta: In chat ci chiedono qualche consiglio per i liberi professionisti 😊 facebook_marketing_consigli_per_professionisti

Veronica: Per i liberi professionisti ci sono una marea di cose che si possono fare per esempio una delle prime sulle quali investirei è sicuramente l'acquisizione contatti, quindi la creazione di un database. Perché ti dico questo? Generalmente per scegliere un libero professionista ci vuole del tempo, quindi io mi andrei a costruire prima di tutto una community su cui possa lavorare nel tempo con newsletter, email e offerte dedicate.

Altra cosa che io farei come libero professionista che in tanti pensano di fare, ma spesso fanno malissimo, è il personal branding. La cosa bella del libero professionista che è già un essere umano, è già un volto non è un logo. Inizierei a spiegare quali sono i nostri talenti, quali sono i servizi che offriamo, quali sono le domande alle quali rispondiamo, ma soprattutto in che modo siamo utili alle persone e come possiamo aiutarle.

Una cosa che sicuramente un professionista per portare a conversione il proprio potenziale cliente è la consulenza gratuita (intesa come qualcosa di sostenibile), l'audit, il preventivo gratuito.
Dobbiamo imparare a fare lead generation e a lavorare il nostro potenziale cliente perché il nuovo contatto spesso e volentieri non è subito pronto ad acquistare, me lo devo lavorare con delle sequenze, con delle email, con dei messaggi, anche con i video.

Il libero professionista deve costruire anche la propria reputazione, questo è fondamentale. Vi faccio un esempio: un'amica mi ha fatto il nome di due nutrizionisti, vado a cercare online chi sono e ovviamente sono incappata nel loro nel loro account social, in cui non c’era praticamente niente. Cioè mi avrebbero potuto aiutare nella scelta con dei contenuti, invece non ho trovato nulla.
Per cui ricordatevi che i social non servono solo a far acquisizione, ma servono anche nella fase decisionale, nella fase di chiusura e la cosa importante per le attività locali è che è pieno di gente che magari ha visto qualcosa sui social, ci ha contattato, ma non ce lo dice. Impariamo anche a capire che c'è una parte di clienti nascosta e una parte invece su cui possiamo monitorare il ritorno sull'investimento pubblicitario come le campagne di lead generation.

Facebook Marketing: come monitorare il ROAS e ROI

Marta: Possiamo monitorare il ROAS (Return On Advertising Spend), anche se non vendo online?

Veronica: Certamente. Un altro errore che spesso viene fatto è quello di pensare "non vendo online quindi non so quanto spendo e quanto mi rientra." No, puoi saperlo su tutto!
Per esempio in una campagna di acquisizione contatti in cambio di una prova gratuita del servizio nel mio centro estetico, se faccio 50 contatti al costo di 5€ a contatto, di questi contatti mi si presentano in 20, di questi mi prenotano il pacchetto dal costo di 1.000€ in 3, mi entrano 3.000 euro e faccio il calcolo di quanto ho speso e di quanto mi è rientrato.

Attenzione il ROAS non è il ROI (Return on Investiment) perché poi bisogna calcolare i costi di gestione, della creatività etc. però su questa attività posso vedere dei dati reali.
Tra l'altro devo anche imparare a fare dei calcoli come: il mio cliente medio in realtà non compra un servizio solo, in un ciclo di vita ne compra 4, quindi il valore reale non è solamente quel primo pacchetto ma "X".
Su alcune attività specifiche vedo il ritorno immediato sull'investimento, su altre c'è una parte che non riesco a tracciare bene. Questo anche perché la maggior parte delle piccole attività non si dotano di un CRM o di un sistema per tracciare clienti per cui diventa impossibile in questo modo.



Grazie mille Veronica per il tuo prezioso intervento e per il tuo tempo 😊
👉 Corso di Veronica: Facebook Marketing per attività locali
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