Telegram for Business: come usarlo e quali sono i limiti nel 2020

Telegram può essere un valido canale di comunicazione per la tua azienda? In questo articolo ti spiegheremo cosa puoi/non puoi fare con Telegram, per comprendere fino in fondo se e in che modo può essere una risorsa per la tua attività.
Telegram business
10 Giugno 2020
Ti stai chiedendo se Telegram può essere un valido canale di comunicazione per la tua azienda?
Non esiste una vera e propria app dedicata a Telegram for Business, ma è possibile sfruttare canali, gruppi e chatbot. Come funzionano e cosa consentono di fare?
In questo articolo ti spiegheremo cosa puoi/non puoi fare con Telegram, per comprendere fino in fondo se e in che modo può essere una risorsa per la tua attività.

Ecco nello specifico di cosa parleremo:
Cos’è Telegram
Gruppi Telegram
Canali Telegram
Bot di Telegram
Telegram for Business: sì o no?


Se preferisci la versione video, eccola:

Telegram for Business: come usarlo [e i limiti nel 2020]

Telegram può essere un valido canale di comunicazione per la tua azienda?


Cos’è Telegram

Telegram è una piattaforma di messaggistica istantanea gratuita, che consente agli utenti di chattare con i propri contatti, organizzare dei gruppi pubblici e privati e usufruire di varie funzionalità, tra cui i canali e i bot.

🔴 Come dicevamo nell'introduzione, non esiste la possibilità di creare un account "Telegram Business". Per creare un account "aziendali" ti basterà creare un normale account Telegram solo che invece di iscriverti con nome e cognome, userai il nome del tuo brand.

Ma non avendo una versione specifica pensata per il mondo business, Telegram è un canale adatto alla comunicazione aziendale? Per capirlo analizziamo nel dettaglio le sue funzionalità, cercando di comprendere per ciascuna potenzialità e limiti.

Gruppi Telegram

I gruppi Telegram funzionano più o meno come i gruppi WhatsApp, con la differenza che WhatsApp consente gruppi da massimo 256 partecipanti, mentre su Telegram i gruppi possono avere fino a 200.000 membri.
Come in tutti i gruppi, ciascun membro può partecipare alla conversazione. Questo li rende poco adatti ad un uso aziendale: quando gli utenti ricevono troppi messaggi si stufano. E se già in un gruppo con una decina di amici riceviamo un numero elevato di messaggi al giorno, chissà cosa succederebbe con un gruppo anche solo da 100 membri 😅

Canali Telegram

A differenza dei gruppi, i canali consentono di trasmettere informazioni uno a molti, nella modalità del broadcasting. Solo il proprietario del canale può pubblicare al suo interno, gli altri utenti possono solamente visualizzare o condividere i contenuti (senza possibilità di rispondere).
I canali possono essere pubblici o privati: i primi possono essere cercati e trovati da chiunque, mentre per accedere ai canali privati gli utenti devono avere un link o essere direttamente invitati.
Non esiste un limite nel numero di persone che possono iscriversi ad un canale (ricordi invece che per i gruppi broadcast di WhatsApp il limite è di 256 contatti?) e ogni utente può creare infiniti canali gratuitamente.

Per iscriversi ad un canale, gli utenti possono cercarlo direttamente su Telegram o accedere al link del canale. Esattamente, perché ogni canale Telegram ha un link e spesso le aziende, per spingere i clienti a iscriversi al canale, inseriscono il link nel sito web, nei social, in calce alle newsletter. Per esempio, MyProtein ha una pagina del proprio sito dedicata al canale Telegram: Cliccando su iscriviti, si aprirà questa schermata e basterà inviare un messaggio per iscriversi al canale:

I canali di Telegram sono un buon strumento per inviare ad un numero illimitato di contatti promozioni, articoli blog, nuovi video. Una sorta di newsletter, che arriva nell’app di messaggistica (anziché nelle email).
Super starai pensando! Attenzione però, ci sono alcune specifiche da tenere in considerazione prima di creare un canale Telegram aziendale:

1. Devi trovare il modo di far iscrivere le persone al tuo canale.
Puoi invitare gli utenti ad iscriversi con sponsorizzate su Facebook e Instagram, puoi inserirlo nel sito come MyProtein, insomma puoi inserire il link del canale in quanti più posti possibile.
Ma se non sei un brand affermato, i clienti si iscriveranno al canale? Non è facile riuscire a portare le persone ad iscriversi, e comunque metti in conto che ti ci vorrà tempo e un po' di denaro (per sponsorizzare l'iniziativa).

2. Attenzione alle disiscrizioni!
Ma se poi l’utente si iscrive al canale il gioco è fatto, no? Non proprio purtroppo. Con un semplice clic l’utente può silenziare le notifiche al canale (diminuendo di molto la lettura dei contenuti che condividi) oppure ancor peggio si può disiscrivere al canale. E a te cosa rimane? Purtroppo nulla. Non hai un’email, non hai un numero di cellulare. Il tuo lead si è volatilizzato e gli sforzi (economici e di tempo) che hai fatto per incentivare l’iscrizione sono andati in fumo.

✅ Una soluzione a questo "inghippo"? Usare il canale Telegram anche per fare "lead generation" (ovvero per raccogliere il contatto degli iscritti, per approfondire ti consigliamo di leggere: Come fare lead generation: 5 strategie + esempi).
Per esempio, potresti condividere nel canale Telegram una landing page (pagina web) in cui proponi un coupon sconto di 5€ a chi ti lascia il contatto. Chi compila il form, riceve in automatico un SMS con il codice sconto (diverso per ogni destinatario). In questo modo potrai valutare l'iniziativa sia dal numero di persone che si iscrive al form, sia dal numero di persone che riscuotono il coupon.

3. Nessuna automazione
I canali di Telegram non prevedono l'invio di messaggi automatici/personalizzati. É una comunicazione uno a molti, che non prevede messaggi in base a date o ad azioni degli iscritti.
Facciamo un esempio: quando i clienti si iscrivono alla tua newsletter o ai tuoi SMS, puoi programmare con un'automazione che ricevano un messaggio di auguri compleanno, proprio il giorno del compleanno! O ancora, puoi inviare a tutti i contatti un'email o SMS con un codice sconto diverso e personalizzato per ciascuno, al fine di monitorarne l'utilizzo. Con i canali Telegram questo non è possibile.

Bot di Telegram

Ricapitolando con Telegram puoi: chattare con altri utenti, usare i gruppi, i canali ed infine i Bot.
Ma cosa sono? I Bot di Telegram sono un’intelligenza artificiale in grado di dialogare "in automatico" con gli utenti, con risposte prestabilite e “precompilate” alle loro domande e richieste. In parole povere, permettono di interagire con gli utenti senza che ci debba essere una persona "fisica" dietro lo schermo.

Un esempio di Telegram Bot aziendale è quello di 💡Enel, che permette all’utente di inviare letture, controllare lo stato del contratto e dei pagamenti. Per usare il Bot, l’utente dovrà accedere tramite link oppure cercare il nome del Bot nella barra di ricerca dell’app. Una volta selezionato il bot, basta cliccare su Avvia e le conversazione inizierà in automatico.:

Potenzialmente i Bot possono essere un buono strumento per i business, perché permettono un'interazione automatica diretta con i clienti.
L'impiego dei Bot da parte delle aziende è però poco diffuso: per esempio Amazon, Zalando, Zara, Ikea, nessuno di questi brand ha un Telegram Bot. Come mai?

1. La creazione di un Bot non è immediata: per realizzare un Bot di Telegram sono necessarie competenze nella programmazione informatica. Spesso le aziende si appoggiano a servizi terzi, commissionando per intero la realizzazione del Bot oppure affidandosi a piattaforme che ne consentono la creazione.
Prima di realizzarlo è necessario quindi valutare con precisione gli obiettivi e il ritorno economico che ne puoi avere. Nell'esempio di Enel, il Bot è utile per snellire l'assistenza clienti, ma in altri casi bisogna chiedersi se effettivamente lo sia.

2. Il secondo "ostacolo" alla diffusione dei Bot di Telegram è legato al numero di utenti dell'app. Secondo Statista ad Aprile 2020 Telegram conta 400 milioni di utenti mesili nel mondo, contro i due miliardi di WhatsApp.
In Italia, secondo Wired, gli utenti di Telegram sono circa 13 milioni, un buon numero, ma non così elevato. Nella mappa di Respond.io vediamo come in Italia l'app di messaggistica più diffusa rimanga WhatsApp: Il secondo grande motivo per cui i Bot non si sono ancora diffusi tra le aziende è quindi semplice: Telegram non ha ancora così tanti utenti.
Sebbene i dati dell'utilizzo di Telegram riportino una crescita negli ultimi anni (da 200 milioni di utenti mensili nel 2018 a 400 milioni nel 2020), non è ancora abbastanza per convincere le aziende ad investire denaro nella realizzazione dei Telegram Bot.

Telegram for Business: sì o no?

In questo articolo abbiamo visto i tre principali strumenti di Telegram: gruppi, canali e Bot. Sebbene Telegram sia un'app innovativa e molto interessante per l'uso personale (chat segrete, invio di media pesanti, protezione privacy), è ancora difficile capire se può portare risultati tangibili alle aziende.

Riassumendo:

  • I gruppi non sono adatti ad un uso aziendale, perché la possibilità di far interagire tutti i membri crea confusione e porta gli utenti ad abbandonare il gruppo
  • I canali, se usati in maniera furba, possono essere un buon alleato nel marketing per inviare contenuti uno a molti. Le due principali difficoltà sono: fare in modo che le persone si iscrivano al canale e limitare le disiscrizioni.
    Il nostro consiglio (come dicevamo prima) è di raccogliere il contatto degli iscritti (con una landing page per esempio), in modo da poter ricontattare chi si disiscrive tramite newsletter o SMS.
  • I Bot permettono un'elevata interazione, ma la loro realizzazione ha un costo importante. Essendo Telegram ancora non diffuso in menira capillare tra la popolazione, sono poche le aziende che ne hanno uno.

In conclusione: le potenzialità di Telegram sono indiscusse, ma ad oggi non è la piattaforma ideale per un uso Business. Si possono certamente studiare delle strategie, come canali per i clienti più affezionati, premesso che prima si individuino obiettivi e risultati attesi, monitorandoli nel tempo.

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