Social Media Marketing: come creare contenuti che funzionano

Come creare contenuti social di successo? Ecco 5 macrotecniche (derivanti dal neuromarketing) che ci aiutano a migliorare i risultati nei social. Con Vincenzo Mastrobattista.
Social media marketing
07 Maggio 2021
Come creare contenuti social di successo? Ecco 5 macrotecniche (derivanti dal neuromarketing) che ci aiutano a migliorare i risultati nei social. Grazie ad un metodo di analisi innovativo, Vincenzo Mastrobattista ci ha spiegato cosa funziona meglio, a seconda del settore.

Vincenzo Mastrobattista è socio dirigente di Jungle Team, fondatore del blog Webovagando, consulente e ideatore di un metodo di analisi della comunicazione digitale innovativo basato sui principi di neuromarketing e scienze cognitive, che ci ha raccontato in questa intervista.

Indice:
5 marco tecniche di neuromarketing per i social media
Social media marketing: esempio settore tecnologia

Esempio: settore Casa&Cucina
Le fasi del funnel

✅ Se preferisci guardare la versione video, eccola:

Social Media Marketing: come creare contenuti che funzionano

Come creare contenuti social di successo? Ecco 5 macrotecniche (derivanti dal neuromarketing) che ci aiutano a migliorare i risultati social



Oppure se preferisci ascolta il podcast:



Marta: Ciao Vincenzo e benvenuto in casa Smshosting, grazie di essere con noi! Ci puoi dire due parole di te e della tua passione per i social media e il neuromarketing?

Vincenzo: Grazie a voi per l'invito Marta. Mi occupo di digital marketing ormai da diversi anni, sono socio fondatore dell'agenzia Jungle Team e lavorare in agenzia mi ha permesso di poter analizzare nel tempo vari dati, di vari settori. Sicuramente un po' tutti analizziamo i dati delle campagne social e cerchiamo di ottimizzarle sistemando copy o immagini.

Ecco, lavorare in agenzia mi ha permesso proprio di avere una visione molto ampia dei contenuti social e ho iniziato a pormi una domanda: è possibile tracciare delle regole per cui alcuni contenuti funzionano meglio di altri?
E qui entra in gioco il neuromarketing. All'inizio la vedevo una materia un po' distante, teorica e abbastanza complessa. Mi è piaciuta molto però la chiave di lettura che ha dato Andrea Saletti nel suo libro, in cui ha cercato di tradurre i concetti complessi in qualcosa di pratico e operativo da poter applicare nel digital.
Da lì è nata l'dea di applicare i concetti di neuromarketing in maniera molto specifica nei contenuti social: se si possono usare delle tecniche per aumentare le vendite nei siti web, perché non usare principi simili nei social media?

5 marco tecniche di neuromarketing per i social media

Vincenzo: Le tecniche di cui Andrea ha parlato nel suo libro sono molte e la prima difficoltà è stata tradurle in qualcosa di analizzabile dal punto di vista social, perché andare a valutare tutte quelle tecniche su un piano editoriale di un anno sarebbe stato molto complesso.
Quello che ho provato a fare è stato tradurre e riassumere le varie tecniche in 5 macro-categorie, che potete vedere nell'immagine qui sotto 👇 1. Fiducia: utilizzo di volti di potenziali acquirenti per rassicurare, legandosi alla famigliarità, oppure sfruttare l’appartenenza ad un gruppo specifico, con l'influencer marketing. Con queste tecniche riusciamo a trasmettere fiducia e ci "avviciniamo" al nostro target. Fonte: pagina Facebook Ikea Italia

2. Attrazione: impiego di immagini con richiami sessuali, di cibo particolarmente appetitoso o immagini "lucide" che attirano l'attenzione. Fonte: pagina Facebook M-A-C Cosmetics

3. Antropomorfismo: utilizzo di immagini di animali che possono intenerire, sdrammatizzare o ironizzare alcuni concetti (il successo dei micini online non è casuale 😉)

4. Pricing: all'interno di un visual lato social ci sia un prezzo o un'offerta che incentivi l'utente a interagire con il post. Fonte: pagina Facebook Unieuro

5. Visivo: impiego di indicatori che attirano l'attenzione dell'utente in uno specifico punto dell'immagine, per esempio frecce o la persona che indica qualcosa, o ancora un movimento.

Una volte individuate le 5 marco-tecniche, siamo andati ad analizzare 10 settori diversi quali tecnologia, digital, food, viaggi, sport, abbigliamento, salute, casa, industria e automotive. Per ogni settore abbiamo:

  • analizzato i contenuti social per un anno intero dei brand principali
  • estratto i post con maggior engagemente
  • provando a capire per quale motivo questi contenuti avessero portato un engagement così importante. Cos'è che li rendeva unici rispetto agli altri?

Da qui sono nati dei dati molto interessanti, utili per ciascuno di questi settori, proprio per capire come costruire le creatività del nostro social media marketing.

Social media marketing: esempio settore tecnologia

Vincenzo: Vi mostro un esempio del settore tecnologia, dove potete vedere le tecniche di persuasione maggiormente usate nei social media in questo specifico settore: Come possiamo vedere, la maggior parte dei post che hanno avuto successo a livello di engagement utilizzavano:

  • un approccio visivo, cioè l'impiego di effetti di movimento, indicatori visivi che riportano l'attenzione su qualcosa di preciso nel visual
  • un approccio basato sulla fiducia, come dicevo prima con l'utilizzo di volti o testimonial

    Tipologia di engagement

Siamo andati poi a suddividere per le varie macrotecniche la tipologia di reazione, quindi se c'è stata una reazione, un commento, una condivisione: Per esempio in questo caso della tecnologia, abbiamo visto come la fiducia ha generato un elevato numero di "reaction" (92%), ma l'antropomorfismo ben il 40% di "condivisioni".
Quindi qui dipende dal nostro obiettivo: vogliamo generare viralità? Usiamo l'antropomorfismo! Vogliamo aumentare le reazioni? Usiamo un approccio basato sulla fiducia.

Questo ci ha permesso di estrapolare una sorta di modello, da poter utilizzare in un secondo step per capire se effettivamente l'impiego di questi dati può portare ad un miglior raggiungimento degli obiettivi.
Usando questo approccio, se abbiamo anche i dati legati alle campagne - quindi poter analizzare pubblici, report e quant'altro - possiamo anaizzare il tasso di conversione e molto altro. In questa fase non avevamo questi dati, però una volta creato il modello si può implementare anche alle campagne e Facebook Ads.

Quali sono state le reazioni: positive o negative?

Vincenzo: Da qui siamo poi andati ad analizzare la tipologia di reazione, ovvero la direction dell'engagement di quel post. Questo è un tema importante, perché cambia molto se le reazioni sono state positive o negative: solo analizzando il tipo sentiment stimolato, posso valutare l'efficacia delle diverse marco-tecniche usate.

Marta: Vedo nella slide che l’Antropomorfismo nel settore tecnologia ha un’alta percentuale di Sigh😢 quindi possiamo dedurre che non funzioni bene come tecnica?

Vincenzo: Questo dipende sempre dall’approccio che il brand vuole comunicare, magari l'intenzione era quella di comunicare qualcosa di particolarmente impattante dal punto di vista sociale.
In altri settori per esempio ha prevalso la reaction della rabbia😡 e in quel caso mi allarmerei di più, perché ha una connotazione sicuramente negativa.
Conoscere questi dati e capire quale approccio magari evitare per il nostro settore, risulta utile al fine di evitare danni a livello di brand, immagine e sentiment. Molto importante è analizzare questi dati per evitare dei danni importanti dal punto di vista comunicativo e magari poi evitare quel tipo di approccio.

Font utilizzati

Vincenzo: Da questa analisi poi siamo andati ancor più in profondità, per comprendere anche i font utilizzati. Sempre nel settore tecnologia, è emerso che il 92% dei post utilizza il Sans Serif. Più informazioni abbiamo, più abbiamo dati utili per analizzare quel tipo di contenuto.

Colori predominanti

Vincenzo: Una cosa molto interessante a mio parere è la Color Mapping, cioè la mappatura dei colori dei post con maggiore engagement. Stiamo integrando questo tipo di mappatura nel software che stiamo creando, al fine di ottenere proprio un algoritmo che vada ad estrapolare automaticamente i colori dei contenuti social.
L'obiettivo è ottenere dei report dettagliati sul livello di engagement/reaction rispetto al colore utilizzato. Sappiamo tutti che il colore può provocare delle reazioni e dei sentimenti molto diversi tra loro.
Anche con la stessa landing page a volte solo cambiare il colore della call to action modifica radicalmente i risultati, lo stesso avviene per i social.

Marta: Ok, quindi per il settore tecnologia il nero vince? Corretto?

Vincenzo: Sì, il nero e il blu sono i due colori che sono stati maggiormente utilizzati come colori primari nell’ambito della tecnologia e hanno portato il miglior engagement rispetto ad altri tipi di post con colori diversi.
Questi risultati che vedete fanno parte di un’analisi condotta su alcuni brand nell'arco di un anno di post, è uno scenario molto parziale, ma è un dato interessante che può essere contestualizzato anche nel nostro contesto specifico e nei nostri canali social.

Esempio: settore Casa&Cucina

Marta: Come segnalavi all'inizio, nel gruppo Facebook Digital Neuromarketing MasterMind si possono trovare le analisi che avete condotto anche su altri settori. Ve lo segnalo perché è interessantissimo 😊

Ecco un esempio invece del settore Casa & Cucina (il video è già al minuto corretto)👇

Le fasi del funnel

Vincenzo:I dati di questa ricerca ci permettono in un primo momento di lavorare sull'attenzione della persona, sull'engagement, sulla famigliarità, per poi magari passare ad un secondo step del funnel dove invece ci concentriamo su aspetti promozionali legati al pricing.
Brand importanti ci confermano che questa strategia porta ottimi risultati, poi è chiaro che per beni di lusso per esempio la situazione è differente.

Il funnel è consequenziale, quindi ci possono essere degli aspetti che in prima battuta stimolano l’attenzione dell’utente (come quelli che abbiamo visto), che poi devono essere modificati per condurre alla conversione finale.
Per dirla semplice: in un post l'engagement può essere stimolato da una marco-tecnica, che poi nella landing page non funziona più.

L'analisi di cui vi ho parlato oggi ci aiuta ad anticipare delle mosse ed evitare gli errori, che potrebbero costare soldi, tempo e risorse. Ovviamente se vi interessa come argomento, ricordatevi il Gruppo Facebook gratuito "Digital Neuromarketing Mastermind"👉 (per scoprire l'analisi di altri settori)



Grazie mille Vincenzo per il tuo prezioso intervento e per il tuo tempo 😊
Jungle Team Agency 👉



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