Facebook Ads: esempi vincenti (e consigli)

Come creare un'inserzione su Facebook Ads che sia davvero vincente? Analisi di creatività vincenti con Micheal Vittori, Facebook Marketing Partner "preferred" e autore di "Facebook Ads in Pratica".
Facebook ads
09 Marzo 2021
Come creare un'inserzione su Facebook Ads che sia davvero vincente? Analisi di creatività vincenti con Micheal Vittori, Facebook Marketing Partner "preferred" e autore di "Facebook Ads in Pratica".
⭐ Intervista da non perdere se nella tua strategia usi Facebook Ads


Indice:
La creatività fa la differenza
Analisi inserzione Duke & Dexter
Q&A sull'inserzione Duke & Dexter
Analisi inserzione Russell Brunson
Q&A sull'inserzione Russell Brunson
Analisi inserzione Disney
Q&A finali

✅ Se preferisci guardare la versione video, eccola:

Facebook Ads: esempi vincenti (e consigli)

Come creare un'inserzione su Facebook Ads che sia davvero vincente? Analisi di creatività vincenti con Micheal Vittori



Marta: Ciao Michael, è davvero un grande piacere averti con noi oggi. Per chi non lo conoscesse, Michael è Facebook Marketing Partner “preferred” ed autore del libro “Facebook Ads in pratica”, giusto? 😉

Michael: Grazie per l'introduzione Marta! Esattamente, come dici tu, da pochi giorni io e il mio team - che ringrazio - abbiamo ricevuto la certificazione "preferred", che si ottiene avendo un certo numero di account gestiti, un tetto di spesa abbastanza elevato e una capacità di gestione delle campagne.

Facebook Ads: la creatività fa la differenza

Marta: In questa chiacchierata faremo una cosa molto interessante: andremo ad analizzare degli esempi vincenti di inserzioni Facebook Ads, cercando di capire insieme quali sono gli elementi che hanno funzionato.

Michael: Sì, chi mi segue sa che ho una rubrica che si chiama Ads Anatomy (un po' per riprendere la serie TV 😉) in cui faccio una sorta di "analisi delle inserzioni", cercando di evidenziare gli elementi che ci consentono di creare un'inserzione efficace.
Questo perché oggi, a mio parere, è soprattutto la creatività a fare la differenza, sia perché è il primo elemento che l’utente vede quando scrolla il feed sia perché Facebook è diventato molto bravo nel trovare il target giusto al posto nostro (per esempio con i pubblici Look Alike) o ottimizzare le campagne per obiettivo. Ma la creatività rimane e rappresenta oggi il 50% della nostra compagna, incidendo in maniera preponderante sul suo successo.

Facebook Ads: analisi inserzione Duke & Dexter

Michael: Partiamo con un esempio dal mondo B2C - nello specifico e-commerce di scarpe di un brand inglese. Questa Ads mi è piaciuta tantissimo a primo impatto, perché penso che sia costruita veramente ad hoc.

Cos'ha di speciale questa creatività? Non è solamente un’inserzione dove c’è il paio di scarpe e basta, come si fa solitamente. L'elemento più azzeccato è la contestualizzazione del prodotto. Il prodotto viene inserito in una scena di lifestyle, quindi viene contestualizzata chiaramente e associata ad un target abbastanza preciso: perché vedi c'è la persona che tiene in mano lo skate (dettaglio non da poco) e sta camminando in un ambiente urbano.
Quindi si va a collocare perfettamente nella nicchia dell'urban streetwear: la tipologia di target che dovrebbe comprare questo tipo di scarpe (la buyer persona di riferimento) si identifica in maniera molto chiara con questo soggetto. Questo si chiama "principio di associazione" ed è un principio di neuromarketing: mi riconosco in quella persona. Questo è il primo elemento assolutamente vincente: contestualizzare il prodotto inserendolo in una scena di vita quotidiana della mia buyer persona.

Un altro elemento che attira l'attenzione è l'effetto simulato di movimento: dietro la persona, pare esserci un autobus che si muove. Questa è un'immagine statica, però è stato creato questo particolare effetto di profondità e di contrasto tra il soggetto che è in primo piano e quello che c’è dietro.
“Il movimento” attira la nostra attenzione, pertanto ritengo che sia assolutamente indovinato in questa Ads.

Marta: Possiamo dire che potrebbe essere interessante appoggiarci ad un professionista per realizzare degli scatti ad effetto?

Michael: Sì, però c'è da dire che anche le immagini o video fatte con lo smartphone vengono molto bene e funzionano altrettanto bene. Oggi più che mai lo "user generated content" funziona più che mai, perché non sembra pubblicità.

L'altro elemento che mi è piaciuto sempre nell'immagine è il testo, che è minimal ma fa leva sul famoso principio di scarsità di Cialdini: "queste scarpe sono tornate ma sono in quantità limitata". Il principio di scarsità applicato soprattutto alla quantità limitata funziona molto bene su tutti i pubblici, soprattutto poi se sono già stati clienti e quindi hanno già testato il prodotto. Nel momento in cui gli vai a dire che la scarpa che cercavano e che non c'era più è tornata in quantità limitata, questo di solito è un propulsore di conversione enorme: con una campagna del genere, sei capace di arrivare ad una conversione sul sito e-commerce del 6-7%.
Ovviamente, anche qui, non dobbiamo esagerare perché poi il "limitato" diventa una consuetudine e perde di efficacia. Quindi questa è una composizione della creative che è sicuramente azzeccatissima.

Poi c'è la parte del copy che rivedrei perlomeno nella formattazione, perché è tutto un pò appiccicato e questo non mi piace tanto, perché non agevola la leggibilità del testo: Cosa c' di rilevante a livello di testo?

  • A parte il fatto che sono tornate in stock in quantità limitata (ripetono)
  • Utilizzano un "principio di autorità di influenza" perché citano due famosi testimonial, due famosi sportivi anglosassoni inglesi (ovviamente ne avranno avuto il permesso).
  • Altro elemento interessante è il fatto di rimuovere totalmente qualsiasi rischio e obiezione cioè qualsiasi ostacolo all’acquisto. C'è il classico reso, però esteso fino a 60 giorni: una rimozione totale del rischio da parte dell'utente porta ad un avvicinamento dell'utente alla conversione.
  • In più c'è la spedizione gratuita che è un’altra delle leve classiche che usiamo negli e-commerce per incentivare l'utente ad acquistare

Tutto ciò, incastonato al netto di qualche di qualche piccolo miglioramento, fa sì che questa inserzione funzioni davvero molto bene.

Facebook Ads: Q&A sull'inserzione Duke & Dexter

In generale, secondo te è meglio aggiungere la CTA anche nell'immagine?

Micheal: Se parliamo di e-commerce secondo me no, in altri contesti dipende. Nell'e-commerce il prodotto deve essere il focus centrale, se parliamo invece di corsi o servizi, allora lì il testo è necessario metterlo perché diventa difficile capire di cosa stiamo parlando.

Il tipo di Ads che ci hai appena mostrato è più da remarketing o può essere utilizzato anche in fasi iniziali (awarness)?

Michael: Bella domanda. Questo poi sta nella sensibilità di chi ha in mano l'account. Sicuramente in fase di remarketing funziona benissimo perché fa leva sulla scarsità. Io non disdegnerei anche di usarlo in fase alta di awarness, perché l'elemento della contestualizzazione legata al prodotto funziona molto bene.
Se fosse stato semplicemente remarketing, probabilmente sarebbe bastata anche l'immagine del prodotto, con gli elementi di scarsità.

Facebook Ads: analisi inserzione Russell Brunson

Michael: Cambiamo completamente settore ed ecco la seconda inserzione che a mio parere merita di essere analizzata: Lui è Russell Brunson, il maestro della persuasione, vi consiglio di leggere i suoi libri che spingono tutta la logica del funnel (anche se poi va tutto tarato sulla realtà italiana che è diversa da quella americana).
Qui parliamo di info prodotto, si parla di un webinar, di clic funnel, è un bell’esempio di come si può catturare l’attenzione in questo settore.
Russell, ripeto, è un mago di questo mercato e sa comunicare in maniera molto efficace, chiaro che il suo linguaggio è molto "spinto" e forse in Italia non avrebbe lo stesso effetto, ma dobbiamo ricordarci che negli Stati Uniti c’è una cultura differente.

In questa inserzione parliamo di webinar, quindi non abbiamo una componente visual bella come l'inserzione precedente. Dobbiamo puntare su altro e Russell lo fa molto bene, mostrando il proprio volto, mettendoci la faccia e usando un’espressione che attira l’attenzione e buca lo schermo: Quindi:

  • cattura l'attenzione con l'espressione
  • inserisce un testo nell’immagine, a dir la verità un po' piccolo, l’immagine con il logo in alto è pulita, scontornata, fa il suo lavoro
  • il resto se lo gioca tutto sul copy e qua il testo diventa ancora più importante, perché deve spiegare questa faccia sorpresa nella foto.

Russell utilizza sempre una domanda, che è uno dei modi migliori per interagire con il cervello umano, e lo fa mettendo un pizzico di curiosità, dicendo:
"dopo aver analizzato oltre 100.000 utenti, mi sono chiesto cos'è che fa migliore l'1% degli utenti, rispetto al restante 99%?"
Sicuramente si tratta di una domanda che incuriosisce. Procedendo poi lui non risponde alla domanda, ma rimanda al suo contenuto gratuito (🧲lead magnet) in cambio dei dati dell'utente.
Il rischio di questa tecnica, se si utilizza male, è quello di attirare utenti che non sono in target perché non viene indicato specificatamente quello che si andrà a scoprire, quindi è un’arma a doppio taglio.

Nella parte inferiore (sotto l'immagine) vengono utilizzate parole diffuse tipo Secrets, Top e questo tipo di termini, che fanno leva sul principio di appartenenza: "Vuoi essere nell’1% dei marketers top o tra l’altro 99%?" É un tipo di comunicazione molto forte che negli Stati Uniti funziona molto bene, in Italia si rischia di far la figura del fuffarolo, poi ovviamente si deve sposare con la tua brand identity.

Facebook Ads: Q&A sull'inserzione Russell Brunson

Concordi che in generale i volti convertono abbastanza/molto bene?

Michael: Sì, l'utilizzo del volto umano è un grande classico. Anche questo da un principio di neuromarketing, sia nelle landing page, sia nelle ads. Dipende poi come, perché e con cosa lo utilizzi. Per esempio io non ho un logo che deve rimanere impresso, quindi è ovvio che passo maggiormente il volto. Su un e-commerce, magari non è la scelta migliore.

Hai qualche esempio per i mercati italiani?

Michael: Lasciando stare Russel, il primo caso andrebbe benissimo anche in Italia. Tenete conto che se un'ads di prodotto va bene in un mercato, dovrebbe funzionare anche in un altro. Premesso che l'e-commerce abbia un grando di penetrazione simile nei due mercati. per esempio sia in Francia che in Italia.

Facebook Ads: analisi inserzione Diseny

Michael: Ecco, per rispondere alla domanda appena fatta, vi mostro un'inserzione italiana di Disney+:

Diciamo che qui si gioca facile, perché Disney ha un brand tra i più grossi al mondo, la riconoscibilità è facilissima. Per questa campagna avevano lasciato delle ads con i Simpson, con Star Wars e vari cartoni. A seconda di quello che è il gusto personale del genitore, ci fermiamo, è inevitabile.
Analizzando l'inserzione:

  • a livello visual è stata usata un'immagine pulita
  • nel copy troviamo "il linguaggio dei Simpson" es. "doh", che strappa un sorriso
  • ci sono numeri e tangibilità (più di 500 episodi) che funziona
  • e poi usano la leva del vantaggio che è la prova gratuita, che è una delle leve più utilizzate perché abbatte tutti i rischi

Facebook Ads Q&A





Grazie mille Michael per il tuo prezioso intervento e per il tuo tempo 😊
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