Pixel di tracciamento nelle email: le nuove regole del Garante
In questo articolo spieghiamo in modo semplice cosa cambia, cosa è opportuno fare prima della scadenza e rispondiamo ai dubbi più frequenti di chi invia newsletter e DEM.
Indice:
Cosa sono i pixel di tracciamento nelle newsletter?
Cosa prevedono le nuove regole del Garante Privacy?
L'informativa sul tracciamento
Quando serve il consenso e quali sono le eccezioni
La revoca granulare: ricevere email senza essere tracciati
Cosa cambia per chi ha già una mailing list?
Come adeguarsi entro il 29 ottobre 2026
Esempi di testo per il consenso e l'informativa privacy
Testo per la casella di consenso
Paragrafo da aggiungere all'informativa
Cosa sono i pixel di tracciamento nelle newsletter?
Un pixel di tracciamento è un'immagine minuscola, grande appena un pixel e spesso trasparente, che permette a chi invia un'email di sapere se e quando è stata aperta. In realtà l'immagine non si trova dentro l'email ma su un server esterno: quando il destinatario apre il messaggio, un piccolo codice HTML invia in automatico una richiesta a quel server.
Attraverso questa richiesta, il mittente può sapere se il messaggio è stato aperto e ricavare anche altre informazioni, come quelle legate all'indirizzo IP, il tipo di dispositivo usato, il tempo di lettura e quante volte l'email è stata riaperta.
È proprio questo meccanismo a far funzionare il tasso di apertura, la statistica che compare in qualsiasi piattaforma di email marketing.
C'è però un dettaglio che molti non conoscono: su gran parte delle piattaforme più diffuse il tracciamento delle aperture è attivo per impostazione predefinita. È quindi possibile che tu stia già usando i pixel di tracciamento senza averlo mai deciso in modo consapevole.
Cosa prevedono le nuove regole del Garante Privacy?
Le Linee guida stabiliscono che i pixel di tracciamento nelle email rientrano nell'articolo 122 del Codice privacy, la norma che si occupa delle tecnologie capaci di accedere alle informazioni presenti sui dispositivi degli utenti o di monitorarne il comportamento.
In altre parole, i pixel vengono trattati in modo simile ai cookie.
Una precisazione importante: il provvedimento non vieta l'uso dei pixel di tracciamento, ma chiarisce a quali condizioni si possono usare in modo corretto. Il testo integrale è disponibile sul sito del Garante.
L'informativa sul tracciamento
Il primo principio è la trasparenza: chi usa i pixel di tracciamento deve informarne il destinatario prima di tracciarlo, qualunque sia lo scopo dell'email e chiunque sia il mittente.
L'informativa non deve per forza essere un lungo testo legale. Il Garante ammette una soluzione su più livelli: un testo breve nel modulo in cui l'utente lascia il proprio indirizzo, accompagnato da un link a una spiegazione più completa, che può trovarsi anche nella cookie policy, se il sito ne ha una.
Quando serve il consenso e quali sono le eccezioni
Il consenso serve quando i dati di apertura del singolo contatto vengono usati per fare marketing. Il Garante porta alcuni esempi molto concreti: cambiare l'oggetto delle email perché il tasso di apertura è basso, modificare la frequenza degli invii o interromperli in base all'interesse mostrato, oppure dedurre gusti e preferenze della persona per costruire profili commerciali.
Ci sono però anche situazioni in cui il consenso non è richiesto. Vediamo insieme un riepilogo degli scenari principali:
| Situazione | Serve il consenso? |
|---|---|
| Newsletter e DEM con tasso di apertura misurato per ogni contatto | Sì |
| Segmentazione o personalizzazione in base alle aperture | Sì |
| Statistiche aggregate e anonime sul tasso di apertura complessivo | No |
| Email di sicurezza sull'account (attivazione, modifica password) | No |
| Comunicazioni di servizio obbligatorie (avvisi anti-phishing, modifiche contrattuali, incidenti di sicurezza, scadenze) | No |
Per le statistiche anonime il Garante indica anche come procedere: usare lo stesso pixel per tutti i destinatari di una campagna e rendere anonimi l'indirizzo IP e gli altri dati tecnici.
Le email di sicurezza sono quelle legate all'account, come la conferma di attivazione o la modifica della password. Le comunicazioni di servizio comprendono per esempio gli avvisi contro il phishing, le modifiche ai contratti, le notifiche di incidenti di sicurezza e i promemoria sulle scadenze.
È possibile adottare diverse modalità di richiesta consenso: il Garante ammette che il consenso al tracciamento sia compreso in quello a ricevere comunicazioni promozionali, ma nulla vieta di chiederlo con una casella dedicata. Quello che conta è che la richiesta sia formulata in modo neutro e senza forzature.
La revoca granulare: ricevere email senza essere tracciati
La revoca granulare consiste nel dare al destinatario due scelte distinte: smettere del tutto di ricevere le email, oppure continuare a riceverle senza pixel di tracciamento. Il classico link "disiscriviti", da solo, non è più sufficiente.
Per rendere possibile questa scelta, il Garante suggerisce di inserire nel footer di ogni email un'icona o un link che porti a un'area dedicata ai diritti dell'utente. Chi rifiuta il tracciamento deve poter continuare a usufruire del servizio senza alcuna limitazione per questo motivo.
Cerchi una soluzione sicura per fare email marketing? Prova Smshosting!
Cosa cambia per chi ha già una mailing list?
Chi invia già newsletter o DEM da tempo non deve ripartire da zero. Per le liste già attive il Garante non chiede di raccogliere di nuovo il consenso: è sufficiente aggiornare l'informativa in occasione del primo invio utile e attivare, per chi è già iscritto, un sistema di revoca granulare.
Come adeguarsi entro il 29 ottobre 2026
Per arrivare pronti alla scadenza, gli interventi da mettere in agenda sono pochi e abbastanza semplici:
- Le impostazioni della piattaforma meritano un controllo, per capire se il tracciamento è attivo e su quali tipologie di invii
- L'informativa privacy va arricchita con una sezione dedicata al tracciamento delle email, che spieghi quali dati vengono raccolti, per quale motivo, per quanto tempo e come si può revocare il consenso. È bene citare sia le aperture sia i click sui link
- I tempi di conservazione dei dati di apertura andrebbero definiti e limitati
- I form di iscrizione dovrebbero contenere una richiesta di consenso chiara, che citi in modo esplicito il tracciamento delle email
- I contatti già presenti in lista vanno informati con un'email che segnali la nuova informativa
- Il footer delle email dovrebbe contenere un link per gestire le preferenze, cioè per disiscriversi oppure per interrompere solo il tracciamento
- Le scelte dei contatti vanno registrate e conservate, perché chi invia le email deve poterle dimostrare, soprattutto in caso di contestazioni
- Le automazioni basate sul comportamento dei contatti meritano una verifica (lo approfondiamo nelle FAQ).
Esempi di testo per il consenso e l'informativa privacy
Per rendere tutto più concreto, ecco due esempi da cui partire, che puoi adattare alla tua attività.
Testo per la casella di consenso
Acconsento al tracciamento delle aperture e dei click sui link nelle email che riceverò, come descritto nell'informativa privacy. Potrò revocare questa scelta in qualsiasi momento dal link in fondo a ogni email, continuando a ricevere le comunicazioni.
Paragrafo da aggingere all'informativa
Tracciamento delle email. Le nostre email possono contenere pixel di tracciamento e link tracciati, che al momento dell'apertura o del click ci trasmettono alcune informazioni: data e ora dell'apertura, click sui link, tipo di dispositivo e di programma di posta, indirizzo IP. Usiamo questi dati per capire quali contenuti interessano di più e migliorare le nostre comunicazioni. La base giuridica è il tuo consenso. Conserviamo questi dati per [indicare il periodo]. Puoi revocare il consenso in qualsiasi momento dal link in fondo a ogni email, scegliendo se smettere di ricevere le nostre comunicazioni oppure continuare a riceverle senza tracciamento.
Scegli Smshosting per essere a norma con le nuove regole
Pixel di tracciamento newsletter: 10 domande e risposte
1. Ho un'attività piccola e mando una newsletter al mese. Le nuove regole valgono anche per me?
Sì. Le Linee guida si rivolgono a tutti i soggetti, pubblici o privati, che per qualsiasi motivo usano pixel di tracciamento nelle email. Non sono previste esenzioni in base alle dimensioni dell'attività.
2. Potrò ancora usare il tasso di apertura?
Sì, per tutti i contatti che hanno dato un consenso informato. Inoltre le statistiche aggregate e anonime restano possibili anche senza consenso. Va detto che l'open rate era già una metrica poco precisa: servizi come Apple Mail Privacy Protection e il precaricamento delle immagini di Gmail alterano il dato da tempo. Per questo è più utile usarlo per confrontare le campagne tra loro, magari insieme al tasso di click. Se vuoi approfondire le metriche, trovi tutto nella nostra guida all'email marketing.
3. Devo chiedere di nuovo il consenso a chi è già iscritto alla newsletter?
No. Per le liste già attive è sufficiente informare i contatti al primo invio utile e offrire loro la revoca granulare. Si tratta di una misura transitoria, destinata a essere superata man mano che i nuovi iscritti daranno fin da subito il consenso. Se invece il consenso al tracciamento l'hai già raccolto, su Smshosting puoi registrarlo sui contatti uno alla volta oppure in blocco, anche importando un file.
4. Il consenso al tracciamento deve essere obbligatorio per iscriversi alla newsletter?
No, ed è meglio evitare che lo sia. Il consenso deve essere libero, e chi lo rifiuta deve poter continuare a ricevere le email senza limitazioni. Rendere obbligatoria la casella, inoltre, rischia di farti perdere iscritti che vorrebbero ricevere le tue comunicazioni ma non essere tracciati. Se vuoi rendere la raccolta dei contatti ancora più solida, puoi abbinarla al double opt-in.
5. Le email transazionali sono escluse da queste regole?
Solo in parte. Le deroghe indicate dal Garante riguardano in modo esplicito le email di sicurezza legate all'account e le comunicazioni di servizio che si è obbligati a inviare. Per altri messaggi automatici, come le conferme d'ordine, le Linee guida non danno indicazioni esplicite: la scelta più prudente è trattarli come le email promozionali e tracciarli solo con il consenso. Lo stesso vale se dentro un'email transazionale compaiono contenuti promozionali, perché in quel caso la natura del messaggio cambia.
6. Posso usare il legittimo interesse al posto del consenso?
Secondo l'interpretazione di diversi esperti, no. L'articolo 122 del Codice privacy consente di accedere ai dispositivi degli utenti solo con il consenso oppure per specifiche necessità tecniche. Poiché i pixel sono ricondotti a questa norma, la stessa che regola i cookie, il legittimo interesse non è una strada percorribile.
7. Uso una piattaforma di email marketing: non se ne occupa lei?
Solo in parte. La piattaforma mette a disposizione gli strumenti tecnici, ma il titolare del trattamento resta chi invia le email. Decidere come chiedere il consenso e tenere aggiornata l'informativa, quindi, resta un compito di chi gestisce la newsletter. Per quanto riguarda Smshosting, è già pronta da subito.
8. Anche il tracciamento dei click rientra nelle nuove regole?
Le Linee guida parlano in modo esplicito dei pixel che rilevano l'apertura delle email e non affrontano direttamente il tracciamento dei click. La scelta più prudente è trattare aperture e click allo stesso modo, citandoli entrambi nell'informativa e nella richiesta di consenso. È l'approccio adottato anche da Smshosting, dove il consenso al tracciamento riguarda sia le aperture sia i click sui link.
9. Se un contatto rifiuta il tracciamento, posso smettere di inviargli le email?
No. Chi dice no al tracciamento deve poter continuare a ricevere le comunicazioni senza alcuna limitazione. C'è però un effetto pratico da considerare: per questi contatti non è possibile far partire automazioni basate sul comportamento, come l'invio di una seconda email a chi ha aperto la prima o l'aggiornamento del lead scoring dopo un click. Conviene quindi rivedere i flussi e prevedere, per chi non è tracciato, percorsi basati su altri criteri, come le tempistiche o le informazioni del profilo.
10. Cosa si rischia se non ci si adegua?
La prima conseguenza è molto concreta: senza un'informativa adeguata, i dati raccolti con i pixel non possono essere utilizzati. A questo si aggiungono le possibili sanzioni: si applica l'art. 83 del GDPR, con massimali teorici fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo. Nella prassi, però, il Garante ha applicato importi molto più bassi, valutati caso per caso.
Newsletter e DEM a norma con Smshosting
Le nuove regole non segnano la fine dell'email marketing. Chiedono semplicemente più trasparenza nel rapporto con i clienti. E possono essere anche un'occasione per fare un po' di ordine nelle liste e affidarsi a metriche più affidabili del solo tasso di apertura.
Se usi Smshosting, la piattaforma di LINK Mobility Italia per email, SMS, RCS e WhatsApp, trovi già tutto il necessario per gestire il consenso al tracciamento in modo semplice:
• Un pannello dedicato, per gestire il consenso al tracciamento di aperture e click
• Due modalità di raccolta: puoi includere il consenso nella tua Privacy Policy oppure chiederlo a parte, personalizzando il testo che compare nei tuoi form
• L'aggiornamento dei consensi già raccolti, sul singolo contatto o in blocco, anche tramite importazione di un file
• Il link per la gestione delle preferenze, da inserire nel footer delle email accanto al link di disiscrizione, così i contatti possono cambiare idea quando vogliono
• Il tracciamento solo per chi ha acconsentito: chi non ha dato il consenso viene escluso in automatico, e puoi anche disattivare il tracciamento su una singola campagna
• Un'opzione per le comunicazioni di servizio che rientrano nelle deroghe del Garante, come quelle legate alla sicurezza
• Statistiche sempre disponibili: vedi i dati aggregati di aperture e click di tutti i contatti, mentre i dettagli individuali compaiono solo per chi ha dato il consenso
Trovi tutti i passaggi nella nostra guida.
E se hai dubbi su come impostare le tue campagne, la nostra assistenza gratuita è a disposizione: 📞 0437 30419 · 📧 assistenza@smshosting.it · 💬 chat online.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce un parere legale.