Chatbot: come usarlo per migliorare il tuo email marketing

Case study di un'azienda che ha nettamente migliorato i risultati del proprio email marketing (+ 20% Open Rate) usando un Chatbot per profilare la lista contatti ed eliminare i contatti non reattivi.
Chatbot
13 Ottobre 2020
Pierfrancesco Pugliese, fondatore di School of Bots Italia, ci ha raccontato il case study di un'azienda che ha nettamente migliorato i risultati del proprio email marketing usando un Chatbot per profilare la lista contatti (ed eliminare i contatti non reattivi).

L'azienda è passata da:
🔴 un tasso di apertura (Open Rate) del 16% e di Click Through Rate (tasso di clic) del 1,8%
✅ ad un tasso di apertura del 36% e Click Through Rate del 11%


Come? Leggi l'intervista oppure guarda la versione video 👇


Chatbot: come usarlo per migliorare il tuo email marketing [+ 20% Open Rate]

Pierfrancesco Pugliese ci ha raccontato il case study di un'azienda che ha nettamente migliorato i risultati del proprio email marketing usando un Chatbot.

Chatbot per migliorare l'email marketing


Marta: Ciao Pierfrancesco, grazie per essere qui con noi. Sei il fondatore di School of Bots Italia, vuoi dirmi due parole su questa tua attività?

Pierfrancesco: Ho iniziato a mettere le mani in pasta per quanto riguarda i ChatBot nel 2016, quando Facebook ha dato la possibilità di mettere in pista questo strumento.
Poi dopo un paio d'anni ho aperto e fondato School of Bots Italia per dare un punto di riferimento a livello nazionale sulla formazione nel mondo ChatBot. Siamo l’unico Partner ufficiale Chatfuel in Italia, Educator Partner Manychat, Partner Ufficiale Integromat, e da poco siamo stati scelti tra le "Best Marketing Agencies That Build Bots Today" (ne sono state selezionate 727 in totale in tutto il mondo).

M: Beh, allora con queste premesse direi di non perdere tempo ed entrare subito nell'argomento: i chatbot. Come ci possono aiutare nel marketing?

P: Il chatbot è uno strumento di marketing che apre un canale di comunicazione aggiuntivo e alternativo rispetto a un canale tradizionale come potrebbe essere le email o un blog in un sito web. Ma non è uno strumento che possiamo utilizzare da solo, deve essere quindi integrato ad altri strumenti. Se lo interfacciamo allo strumento principale di comunicazione, mi riferisco all'email, sicuramente ne traggono vantaggi entrambi.
Approfitto per dire che l'email marketing non è morto, anzi, a mio parere è oggi lo strumento di conversione più avanzato per quanto riguarda il digital marketing.

M: Guarda, ho letto proprio oggi un dato da HubSpot: l'email marketing nel 2020 ha un ROI (Return On Investiment) del 3.800%.

Vedi, mi confermi quello che sto dicendo. É vero che ci sono tanti problemi dietro alle mail: c'è un altissimo tasso di spam, c'è spesso un Open Rate (tasso di apertura) basso, c'è un CTR (Click Through Rate) a volte basso, ma ci sono delle possibilità molto interessanti per alzare queste percentuali e rendere l'email marketing più profittevole. Ora le vediamo.

Case Study Chatbot: l’antidoto per una lista email non profilata

P: Moltissime PMI e Professionisti che hanno avviato qualche anno fa un’attività di web marketing con l’obiettivo di costruirsi un database di contatti email, non hanno progettato nessuna profilazione degli utenti. Il database così ottenuto ha qualche problema:

  • non porta ad una comunicazione specifica in base alle esigenze dell’utente
  • ha bassi tassi di apertura
  • ha bassi tassi di Clic Through Rate (clic all'interno dell'email)


M: Mi parlavi di un caso pratico in cui i ChatBot sono stati di grande supporto per profilare il database. Ce lo puoi raccontare?

P: Esattamente. É il caso di un'azienda che produce e vende integratori alimentari, e che si trovava proprio nella situazione che ti ho appena descritto. Un database costruito in 10 anni, con oltre 50.000 iscritti racconti con form (nome + email) in cambio un codice sconto.

Una mailing list importante, che però portava con sé dati scoraggianti:

  • alcune email non erano più valide o in disuso
  • Open Rate 16%
  • Click Through Rate 1,8%
  • Costo del software per invio di 50.000 email: 265€/mese (3.180€ all’anno)

M: E come avete risolto la situazione?

P: Ecco, qui arriva il bello. Abbiamo sfruttato l'integrazione con un ChatBot, che abbiamo appositamente creato per profilare la lista esistente e nello stesso tempo eliminare i contatti non reattivi. Ti spiego passo passo quello che è stato fatto:
Step 1
Creazione pubblico su Facebook con la lista esistente, dove c’è stato un riscontro di 36.200 utenti
Step 2
Avvio campagna ADS con obiettivo click Messenger dove l’utente veniva profilato e in cambio si offriva un acquisto 1+1 con un codice sconto sul prossimo riordino al rilascio di una recensione
Step 3
I risultati della prima campagna hanno riattivato circa 10.600 utenti suddivisi per 3 liste specifiche
Step 4
Creazione nuovo pubblico su Facebook per differenza (50000 - 10600), dove c’è stato un riscontro di circa 25.000
Step 5
Avvio di una nuova campagna ADS più aggressiva sfruttando le nuove recensioni raccolte
Step 6
I risultati della seconda campagna hanno riattivato circa 6.800 utenti suddivisi per le 3 liste specifiche che aggiungendosi ai precedenti fanno un totale di 17.400 utenti profilati
Step 7
Creazione nuovo pubblico su Facebook per differenza (50000 - 17.400) dove c’è stato un riscontro di circa di circa 18.200 Step 8
Avvio di una nuova campagna ADS sempre sfruttando le nuove recensioni raccolte
Step 9
Sono stati riattivati circa 3.700 utenti per le 3 liste che aggiunti ai precedenti fanno 21.100 utenti.

Risultati del Case Study

P: Con la strategia appena descritta, siamo riusciti ad ottenere dei risultati davvero interessanti:

  • Lista di 21.100 utenti attivi suddivisi in 3 liste profilate
  • Avvio di 3 campagne email di nurturing specifiche (grazie ai workflow di marketing automation)
  • Vendite effettuate 1.176 in 3 mesi per un totale 65.280€ circa
  • Abbattimento costi email marketing del -40%
  • Open rate del 36%
  • Click through rate del 11%



M: Quindi, nello specifico, che cosa ha fatto il chatbot?

P: Con delle semplici domande che abbiamo posto agli utenti in un ambiente a loro confidenziale (Facebook Messenger) siamo riusciti a riportare gli utenti in lista. E, cosa importantissima, a profilarli, a seconda delle loro preferenze. Questo è importantissimo.

TI faccio un esempio: se sono vegetariano è inutile che tu mi mandi le offerte e menù della carne. Io magari rientro nel target del tuo ristorante, però non mi interessa il menù di carne. Ecco, in questo caso se mando al vegetariano delle proposte di carne, non ha nessun tipo di senso. Questo vale per moltissime altre caratteristiche specifiche del nostro target.

M: Ci consigli di usare l'invio a liste profilate o possiamo inviare lo stesso contenuto ai nostri contatti?

P: Diciamo che si possono fare entrambe le cose, ma è più interessante l'invio di campagne mirate, perché portano i risultati migliori. Facendo l'esempio di un target del controllo del peso, ci possono essere diverse esigenze da parte l'utente. Ci sarà chi vuol perdere peso, chi vuole aumentare la massa muscolare, potrebbero esserci diversi profili anche riguardo uno stesso target.
Per questo un'attenta profilazione mi consente di essere più preciso, e quindi più rilevante.

Conclusioni

Interessantissimo case study Pierfrancesco, grazie! Se qualche utente volesse mettere in pratica una strategia simile, cosa consigli di fare?

Beh, la cosa positiva è che con i ChatBot non c'è bisogno di conoscienze tecniche di programmazione. Seguendo i nostri corsi si può tranquillamente riuscire a creare un ChatBot da zero. La cosa fondamentale è però riuscire a trovare la strategia giusta, quella che ti consente di raggiungere i tuoi obiettivi.
Fondamentale è capire come attirare l'attenzione!



👉 Contatti di Pierfrancesco - School of Bots Italia
👉 Approfondimento

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